La slum di Mumbai, la baraccopoli che non ti aspetti

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Il nostro tour prosegue nell’India più vera. Oggi andiamo alla scoperta della slum di Mumbai perché oltre i cunicoli ed i labirinti si trova sempre uno spiraglio di sole.

Il nostro tour dell’India ( in questo post vi avevo raccontato cosa vedere) prosegue alla scoperta della slum di Mumbai perché oltre i cunicoli ed i labirinti si trova sempre uno spiraglio di sole.

La baraccopoli sorge alle porte di Mumbai, la più popolosa città indiana e cuore finanziario del subcontinente, e ricopre una superficie di circa 1,7 chilometri quadrati in cui abitano più di 1 milione di persone. Originariamente un villaggio di pescatori, proprio nei giorni in cui l’abbiamo visitata il governo ha decretato che vorrebbe trasformare questo insediamento in una moderna città satellite dotata dei servizi fondamentali ma come ci è stato spiegato dalla nostra guida la vita per la popolazione della slum di Mumbai è perfettamente equilibrata. Perchè cambiarla?

“Questo tour – ci spiega la nostra guida di Inside Mumbai Tour – vi farà cambiare idea sugli slum: non è dove vivono poveri, banditi, mendicanti.Qui c’è tutto: scuola,negozi, dottori, case, lavoro. È uno slum a cinque stelle. Vedrete”.
Il nostro tour nella slum di Mumbai inizia, ci avviamo. I miei occhi iniziano a riempirsi di emozioni cosi come il mio cuore.

Per la strada vivono i veri poveri: quelli che dormono, cucinano, mangiano, confezionano ceste e lavano pentole fra i marciapiedi e l’asfalto. Ma sorridono, sono felici, vivono.

Si comincia con il riciclo della plastica. “I lavoratori vengono dai villaggi, guadagnano 120-150 rupie al giorno (2 euro) per 10-12 ore di lavoro.”
Viene raccolta, schiacciata e pressata da una macchina da cui escono strisce tipo tagliatelle. Poi viene lavata e trasformata in pallets di vari colori per finire nelle fabbriche e diventare sedie, giocattoli, oggetti vari.

Passiamo dove si riciclano le latte di vernici: si rimettono in forma, si lavano, si bruciano all’interno e si rimandano alle fabbriche.

Il fumo è biancastro. I residui liquidi finiscono nelle acque. Forse vanno al depuratore. Forse. Ogni tanto, dal labirinto di strade, arrivano spiragli di luce e profumi di cucina. Le mamme preparano il pranzo, insaponano i figli, impastano papad. Qua e là capre, gatti e galline.L’acqua corrente e luce sono disponibili 24 ore su 24.

Fuori i ragazzini sono pronti per la scuola: divisa, lavati e profumati, ragazze con trecce e fiocchi rossi.

A scuola vanno più dell’80% dei bambini. Ce ne sono di tre tipi: privata dove si insegna in inglese, necessario per accedere all’Università, con una retta molto alta; statale che insegna in hindi ed è gratis e le scuole delle ONG che insegnano in inglese e sono gratuite.

“Dharavi ti insegna a essere felice con quello che hai. Sappiamo che potremmo avere di più ma non abbiamo aspettative e stiamo bene”. Lo ripete citando Shakespeare: “Piangevo perché non avevo le scarpe, poi mi voltai e vidi un uomo senza piedi”.


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Alla scoperta della slum di Mumbai secchi


Alla scoperta della slum di Mumbai signora


Alessia Lo Re
Alessia Lo Re

Fashion, fashion blogger, fashion events Pensare di descrivermi in un solo aggettivo mi risulta veramente difficile…dovrei usarne qualcuno di più…ma si partirebbe sempre dallo stesso punto: io sono un vulcano di energie!

13 Comments
  1. quando si pensa all’India, si pensa alla parte ricca del Paese, ma la realtù è ben diversa, ci sono anche tantissime persone indigenti, ma la cosa che fa pensare, è che sul loro volto c’è sempre il sorriso, non si lamentano, ma amano la vita nonostante tutto. Dovremmo pensare a questo, un grande insegnamento

  2. Ogni volta che ho modo di dare uno sguardo alla parte vera dell’India inizio a provare una serie di emozioni differenti: tristezza per le loro condizioni di vita e nel contempo ammirazione per la serenità con cui portano avanti suddetto stile di vita. Grazie per la testimonianza!

  3. E’ sempre molto interessante ed istruttivo confrontarsi con realtà così tanto diversa da quella a cui siamo abitiati, sono queste le eperienze che ti aprono davvero la mente!
    Qui dove abbiamo tutto e anche molto di più di quello che serve stiamo sempre tutti stressati e la gente in molti casi diventa pure depressa, lì che hanno poco e niente sono sereni e contenti, boh…
    Che strano che è l’essere umano!
    Bellissime foto comunque!!!
    Baci!
    S
    https://s-fashion-avenue.blogspot.com

  4. sono realtà talmente lontane da noi che si fa fatica a credere che esistano, da un lato mi mettono tristezza però vedere i loro sorrisi mi fa anche tanto riflettere su quanto abbiamo noi e su quanto ci lamentiamo mentre non dovremmo

  5. Mi piacerebbe molto visitare l’India, la cultura dei suoi abitanti mi affascina moltissimo, con pochissimo loro vivono in modo dignitoso e sicuramente più sereni di noi… anche nella povertà riescono ad essere felici

  6. l’India è una delle mete da me preferite, purtroppo ancora non ho avuto il piacere di andarci, deve essere un’esperienza unica

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