influencer moda, marketing di influenza e ROI

Dopo aver letto le varie polemiche create ad hoc sui social, è ora di fare chiarezza sul termine influencer moda, sul marketing di influenza e sul ROI. Oggi vi dico perché gli influencer servono davvero e perchè le aziende non posso farne a meno.

Influencer moda, influencer viaggi, influencer food, influencer beauty, influencer di quello che volete. C’è un influencer per ogni cosa.

influencer moda

Da sinistra: Fabrizia Spinelli (Cosa Mi Metto), Nadia La Bella (Asmileplease), Martina Mercedes Corradetti (The Fashion Coffee), Ida Galati (Le Stanze della Moda), Francesca Romana Capizzi (Don’t Call Me Fashion Blogger!)


Il termine influencer è ormai sulla bocca di tutti , anzi sulla tastiera di tutti visto che ormai se ne parla prevalentemente sui social.

La nuova frontiera strategica è il marketing di influenza, ovvero fare marketing attraverso l’impiego di persone che possano influenzare il pubblico.  Io li ho sempre chiamati Opinion Leader ma il termine influencer è ormai più figo e esprime chiaramente il concetto di orientare le menti altrui.

Visto che per anni ho lavorato nel settore marketing, cominciamo a dire i fatti come stanno.

Fare marketing di influenza costa sicuramente meno di un’uscita su un giornale ed è molto più immediato.  Ecco perché molte aziende, oggi, adottano questo tipo di strategia.

Se guardiamo il solo settore degli influencer moda, scopriamo che, oggi, tutti coloro che hanno un blog, un account instagram o facebook riportano nel loro profilo il termine influencer.

In questo momento è una delle parole più ricercate sul web.

Ma sono davvero tutti influencer moda o è possibile che chi ispira le nostre scelte su come vestirci sia, banalmente,  la nostra vicina di casa, nostra sorella o una della vostre amiche?

Anche loro sono influencer moda ma non è possibile valutare il loro ROI (ritorno dell’investimento).

Ho letto sui social una serie infinita di polemiche generate da un simpatico albergatore che ha pensato bene di farsi pubblicità denigrando una presunta influencer. La sventurata (o complice?) aveva chiesto ospitalità gratuita in cambio di visibilità sui suoi canali social.

Come i funghi dopo la pioggia, sono spuntati   sul web numerosi “opinionisti” che accusavano gli influencer di essere dei mendicanti e che si interrogavano, come veri esperti di marketing, sul reale ROI portato dagli influencer alle aziende senza sapere di cosa si tratta.

Il ROI non è altro che la differenza tra quanto spendi e quanto guadagni compreso il cost of good.

Per dirla in modo più complicato….

Ma cerchiamo di mantenerci sul semplice e facciamo un piccolo calcolo:

Se per promuovere il mio bene (che mi costa 100),  attraverso i giornali o un passaggio in TV, spendo 4000 e guadagno 5000, il ROI è 900.

Se utilizzo un influencer, spendo 500 (+100 di cost of good) e guadagno 1500. Il risultato è lo stesso ma ho un’uscita di cassa inferiore. Anzi, con qualche influencer ho solo da tenere in considerazione il cost of good.

Ergo, posso usare più influencer e ottenere risultati maggiori con la stessa spesa che farei per un magazine o la TV.

E soprattutto…..anche se sbaglio influencer è meno impattante che se sbaglio rivista. E’ un rischio d’impresa che ha costi ragionevoli.

In particolare, per un azienda in start up che vuole creare brand awareness , gli influencer possono rappresentare la migliore risorsa per evitare di spendere troppo in una fase iniziale.

Quindi care aziende e cari “opinionisti” che vi siete promossi a paladini della giustizia, non esistono vittime o carnefici ma solo tanta convenienza. Ecco perché il marketing di influenza è nato e cresce di giorno in giorno.

Ed ecco perché, come azienda, io sceglierei gli influencer. Quelli che hanno numeri veri però eh?

La vostra (s) fashion blogger paladina degli influencer italiani moda!

Francesca


Fashion influencers , travel influencers, food influencers , beauty influencers, influencers of what you want.

The term influencer is now on everyone’s lips, indeed on everyone’s keyboard, since it is now mainly spoken on social media.

The new strategic frontier is the influence marketing that works through the use of people who can influence the public. I have always called them Opinion Leaders but the term influencer is now more cool and clearly expresses the concept of orienting the minds of others.

Since I’ve worked in the marketing industry for years, let’s start by saying the facts as they are.

Influence marketing certainly costs less than newspaper or TV and is much more immediate. This is why many companies today adopt this type of strategy.

If wedeep dive into the  fashion influencers world, we find that today all those who have a blog, an instagram account or facebook , show the term influencer in their profile .

Right now it is one of the most popular queries.

I read on the social an endless series of controversies generated by a nice hotelier who thought well to get some advertising by denigrating a presumed influencer. The unfortunate (or accomplice?) one, had asked for free hospitality in exchange for visibility on her social channels.

Like mushrooms after the rain, numerous “commentators” appeared on the web accusing the influencers of being beggars and questioning themselves, as true marketing experts, on the real ROI brought by the influencers to the companies without knowing what it is.

ROI is nothing but the difference between how much you spend and how much you earn including the cost of good.

Let’s make a small calculation:

If to promote my good (which costs me 100) through newspapers or TV I spend 4000 and gain 5000, ROI is 900.

If I use an influencer I spend 500 (+100 of cost of good) and I earn 1500. The result is the same but I have a lower cash output. Indeed with some influencers I have only to take into account the cost of good.

Ergo, I can use more influencers and get more results at the same expense I would do for a magazine or TV.

In particular, for a start-up company that wants to create brand awareness, influencers can be the best resource to avoid spending too much at an early stage.

So dear companies and dear “opinionists”, there are no victims or perpetrators but only a lot of convenience. That’s why influence marketing is born and grows day by day.

Your (un) fashion blogger

Francesca

influencer moda

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Francesca Romana Capizzi
Francesca Romana Capizzi

fashion blogger di roma, amo condividere la mia passione per la moda e soprattutto definirmi l'unica, vera, originale (s) fashion blogger

7 Comments
  1. Purtroppo spesso si parla senza sapere nulla dell’argomento!
    Hai fatto una sintesi chiarissima del nostro lavoro, brava; e che belle che siete tutte insieme!

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