Terremoto – earthquake

Il terremoto. Quando il cuore della terra ha un fremito può inchiodare il cuore dell’essere umano. Ma quando il cuore dell’essere umano ha un fremito riesce a ricostruire sopra il cuore della terra.

Terremoto, terremoto ovunque. Il terremoto è fra noi.

Eravamo convinti che fosse piatta, non riuscivamo a spiegarci diversamente i nostri piedi saldamente ancorati a lei. Abbiamo scoperto con incanto la sua natura sferica, i suoi colori di acqua e terra.

Eravamo certi che fosse immobile, fieramente centrata in un universo asservito a lei, le stelle ancelle in un eterno girotondo. Non c’era alternativa al nostro perfetto equilibrio sul suo manto. Abbiamo smascherato, con sgomento e meraviglia, le sue irrefrenabili rotazioni, il suo inarrestabile fluire. Nell’universo. Con l’universo.

Appare immobile, solida, centrata. Eppur si muove. Fuori, nello spazio senza fine e senza tempo. Dentro, nelle viscere di lava e fuoco, nella vita del suo cuore che pulsa senza sosta. Sul confine tra dentro e fuori, sotto i nostri piedi.

E il suo tremore fa paura.

Senza appigli davanti ai suoi ruggiti che scuotono mari, terre e cieli, piangiamo lacrime di sangue e pietra. Inginocchiati insieme alle nostre case davanti ad altari sbriciolati e persi. A pregare, invocare, imprecare. A chiedere perdono. Cerchiamo il senso di lei insieme ai nostri cari e ai nostri averi in mezzo alle macerie, le spalle curve, le mani tumefatte, il cuore livido, gli occhi affogati. Nello strazio e nel dolore.

Ma non c’è un senso se non il suo stesso esistere, non c’è colpa da lavare col dolore. Non c’è perdono da invocare, non c’è alcun peccato da espiare. C’è lei, la terra, e lei è così, salda e tremante, un incessante parto di fiori e fuochi, di alberi e di cenere. Di vita e distruzione.

Ma non c’è mai rabbia in lei, no, non c’è l’intento di cacciarci via quando sussulta. C’è la sua vita e il suo cuore che batte.

E quando il cuore della terra ha un fremito può inchiodare il cuore dell’essere umano. Alla distruzione, alla devastazione della perdita. Alla solidarietà.

Ma quando il cuore dell’essere umano ha un fremito riesce a ricostruire sopra il cuore della terra. Case, chiese, ponti. La speranza, la fratellanza, il coraggio. Il futuro.

Eppur si muove, sì, ma anche dalle macerie rinasce il fiore.

Alessandra

 

We believed it was flat, we could not explain otherwise our feet firmly anchored to it. We discovered with enchantment its spherical nature, its colors of water and land.

We were sure that it was still, proudly centered in a world enslaved to it, the stars handmaidens in an eternal circle. There was no alternative to our perfect balance on his mantle. We unmasked, with dismay and astonishment, its uncontrollable spins, its unstoppable flow. Universe. With the universe.

It appears motionless, solid, centered. And yet it moves. Outside, in the endless space and time. Inside, in the bowels of lava and fire, in the life of her heart that beats relentlessly. On the border between inside and outside, under our feet.

And its tremor scares us.

No holds before its roars that shake seas, lands and skies, we cry tears of blood and stone. Kneel down together to our homes crumbled in front of altars and lost. To pray, to invoke, to curse. To ask for forgiveness.

But there is no sense if not its very existence, there is no blame to be washed with the pain. There is no forgiveness to be invoked, there is no sin to be expiated. There’s you, the earth, and she is so strong and shivering, a ceaseless birth of flowers and fires, trees and ash. Of life and destruction.

But there was never anger in it, no, there is the intent to drive us out when startled. There is his life and his heart beating.

And when the heart of the earth has a tremor can nail the human heart. The destruction, the devastation of the loss. Solidarity.

But when the human heart has a shimmering successfully rebuild over the heart of the earth. Houses, churches, bridges. The hope, brotherhood, courage. The future.

And yet it moves, yes, but also from the rubble a flower can raise.

Alessandra

 

terremoto
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8 Comments
  1. Belle parole, profonde…
    A fine ottobre ho sentito il terremoto per la prima volta in vita mia, e spero di non ripetere mai più quell’esperienza. Quanto ci si sente impotenti…. Quanta paura

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