spiaggia del relitto a zante

Oggi vi porto (assieme ad altre millemila persone) sulla Spiaggia del Relitto a Zante. Una delle spiagge più fotografate del mondo. Che non esisteva 30 anni fa…..

La Spiaggia del Relitto a Zante o anche detta Spiaggia del Navagio (naufragio in greco), è considerata una delle spiagge più belle del mondo.

Le acque turchesi, le pareti a strapiombo e ovviamente i resti della nave Panagiotis rendono la spiaggia del relitto a Zante una meta imperdibile per orde di turisti che affollano Zante durante la stagione estiva.

Quello che pochi sanno, però, è  che questa spiaggia è in realtà un artificio. Pensate che 30 anni fa non esisteva.

In una notte buia e tempestosa del 1980, un gruppo di contrabbandieri a bordo della nave MV Panagiotis, per sfuggire alla guardia costiera che li tampinava (trasportavano un carico di sigarette destinato al mercato nero italiano), decise di nascondersi in un insenatura detta di San Giorgio.

I furboni non avevano però pensato che il mare mosso li avrebbe fatti poi arenare in una secca.

Il giorno dopo si trovarono letteralmente a piedi e furono costretti a fuggire in modo rocambolesco per evitare l’arresto.

Ora cosa succede se metti un corpo estraneo di notevoli dimensioni su un fondale basso e circondato da rupi altissime? Si crea una spiaggia.

La spiaggia del relitto a Zante è nata così, grazie alla Panagiotis e alla risacca del mare.

Ogni anno milioni di turisti si riversano su questa spiaggia portati da barconi immensi. Alle ore 11 non c’è nemmeno più spazio per fare un tuffo in mare. E molti trovano ristoro all’ombra della Panagiotis.

Noi siamo partiti da Porto Vromi (i biglietti si comprano sul posto) con un barcone degno dei migliori scafisti, dotato di musica greca in filodiffusione per tutti i navigatori, anche quelli delle altre barche.

Siamo arrivati sulla spiaggia del relitto a Zante accompagnati da Thor (un simpaticissimo, biondissimo marinaio greco che poco somiglia all’attore che ha impersonato il mitico vichingo) e a causa de mare tempestoso abbiamo rischiato anche noi di contribuire alla estensione della spiaggia con un nuovo relitto.

Sul luogo ci attendevano altre migliaia (davvero) di persone che come noi avevano avuto la stessa idea.

Dopo varie sgomitate, qualche affogamento (tanto là non si accorge nessuno se manca qualcuno all’appello) siamo finalmente riusciti a fare un bagno in mare. Ovviamente tra un barcone e l’altro!

E come tutti i turisti degni di rispetto siamo rientrati a Porto Vromi a passo di Sirtaki (in versione moderna) ad un volume talmente tanto alto che abbiamo rischiato di mandare in frantumi le rocce circostanti.

Insomma se volete visitare la spiaggia del relitto a Zante vi consiglio di perdere tutte le inibizioni, come ho fatto io!

 

The Wreck Beach in Zakynthos also known as the Navagio Beach (shipwreck inGreek) is considered one of the most beautiful beaches in the world.

Turquoise waters, steep rock walls and of course the remains of the Panagiotis ship make the wreck beach in Zakynthos a must-see for hordes of tourists flocking Zakynthos during the summer season.

What few people know, however, is that this beach is actually an artifact. 30 years ago it did not exist.

On a dark and stormy night in 1980, a group of smugglers aboard MV Panagiotis fleeing from the coastal guard who tapped them (they were transporting a cigarette load to the Italian black market) decided to hide in a cove called San Giorgio.

The smart-as-a-fox guys, however, did not think that the sea would get them stuck in the cove.

The next day they literally walked on foot and were forced to flee blindly to avoid stopping.

Now what happens if you put a foreign body of considerable size on a low backdrop and surrounded by tall cliffs? You create a beach.

The wreck beach in Zante was born this way, thanks to the Panagiotis and the sea force.

Every year millions of tourists pour on this beach brought by immense boats. At 11 o’clock there is not even much room to take a dip at sea. And many find refreshments in the shadow of the Panagiotis.

We left from Porto Vromi (tickets are bought on site) with a boat worthy of the best scooters, equipped with Greek music in filodiffusion for all the navigators, even those of other boats.

We arrived on the beach of the wreck in Zakynthos accompanied by Thor (a very nice, blond Greek sailor who does not resemble at the least to the actor who played the legendary Viking) and because of stormy sea we also risked us to contribute to the extension of the beach with a new wreck .

There were another thousand (really) of people waiting for us who just like us had the same idea.

After some elbowing , some drowning we finally managed to take a bath at sea. Obviously between a boat and the other!

And as all tourists worthy of respect, we returned to Porto Vromi at Sirtaki’s pace (in modern version) to a volume so high that we could risk shattering the surrounding rocks.

In short, if you want to visit the wreck beach in Zakynthos I recommend losing all the inhibitions, as I did!

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Francesca Romana Capizzi
Francesca Romana Capizzi

fashion blogger di roma, amo condividere la mia passione per la moda e soprattutto definirmi l'unica, vera, originale (s) fashion blogger

6 Comments
  1. Non la conoscevo, molto interessante la storia, mi piacerebbe visitarla, Francesca, sei proprio bella ed in super forma, complimenti! Sei perfetta in costume! Un bacio e buon weekend!:*

  2. Pianificai la vacanza a Zante e Cefalonia perchè vidi un post della blogger Tuula con le immagini di questa stranissima spiaggia.
    Quindi quando mi recai a Zante dovevo assolutamente vedere dal vivo questa spiaggia. Il giorno che decidemmo di andare a visitarla tirava vento di maestrale e gli uffici che organizzavano l’attraversata per raggiungere l’isola non facevano partire le imbarcazioni. Impazzii per questo perchè – cavoli – dovevo assoutamente vederla!
    Così abbiamo trovato un vecchio marinaio che ci disse che ci avrebbe portato lui a vedere la spiaggia. E così partimmo per questa avventura con vento di maestrale che a largo era ancora più forte.
    Se in occasione di quell’attravarseta non ho sofferto il mal di mare, vuol dire che non esite burrasca che mi faccia soffrire il mal di mare, Ballammo a tal punto che anche quando ritornai sulla terra ferma continuai a ballare.
    Alla fine sono riuscita a vederla, non riuscimmo a raggiungere la riva perchè era davvero impossibile, però riuscii a vedere la spiaggia nel suo inisieme, col relitto e la maestosità delle rocce che la circondano. E’ stato un bello spettacolo, è davvero unica nel suo genere.
    Riuscii a vedere anche le bellissime blue caves.

    Buona giornata
    Enza

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