il viaggio perfetto

Mi piace sigillare il mio viaggio perfetto con quattro parole raccolte nel cammino lambito dal mar baltico: we are Italy, we are Respekt. Oggi più che mai.

Il viaggio perfetto arriva da lontano, all’improvviso. E mette in scacco mente e cuore, incastrati tra le maglie di un sortilegio che solo la vita è capace di donare. Dentro la vita, le persone.
Il viaggio perfetto è fatto del perfetto incastro dell’opera della Natura con l’opera dell’Uomo, quell’incastro che genera un’armonia più insidiosa delle sirene e del loro canto, un’armonia che usa tutto quello che ha a disposizione – luoghi, odori, sapori, musiche, colori, canti, balli – per recidere il cordone che ci tiene agganciati al quotidiano e al suo lento fluire e ricordarci che tutto è
perfezione. E che c’è. Qualcosa c’è. Ed è magia.
Il viaggio perfetto è nella scoperta. Della diversità, di ogni singola genialità, dell’arte scolpita nel legno e nell’acciaio, nelle isole ricolme di colori che sembra quasi si vogliano toccare con quei loro ponti stesi e tesi tra loro, della luce inglobata nel cristallo e nello specchio del mare. E nel non essere soli in questo incanto. Nella sua scoperta, nell’emozione.
Perfetto è il sole che esplode ovunque, si infrange sui cristalli delle più futuristiche costruzioni, scivola giù lungo le lignee pareti bianche e nere delle più antiche abitazioni, si accende e brilla nella mente dei più irriducibili naviganti, dei più grandi esploratori. Anche di quelli senza meta e ancor più per questo senza timore. Il sole che arde e riluce su un groviglio di corpi scolpiti nella pietra. Maschili, femminili. Vecchi, giovani. Infantili. Nudi. Corpi abbaglianti nella loro (im)perfetta fisicità.
Perfetto è il gioco che il sole propone al mare accendendo tra le sue gocce tanti piccoli brillanti, un brillante per ognuna di loro. Ed il mare quel gioco lo accetta, pur quando il sole si ritira tra le nubi lui continua la sua partita accendendo i lampioni e zigzagando tra un’isola e l’altra, quasi, sembra, all’infnito. Come infinita è la vita che senti fluire dentro. E fuori.
Il viaggio perfetto oscilla tra arte, musica e natura, accende palati, sensi ed umori, ti spinge nel vuoto perché tu impari a volare con indosso le piume di un cigno. O di un gabbiano. E ti insegna a planare nel rifugio di mani intrecciate nella condivisione. Di un attimo. Dentro quell’attimo, l’eternità.
Viaggiando su un treno da Oslo a Stoccolma, la mia estate si è stesa su di me, mi ha avvolta prendendo il posto del velo di Maya e mi ha acceso tutti i sensi. L’istinto e la ragione. Dopo, con calma, è fluita via. Ma non si è dissolta nel nulla.
Mi piace ricordare il viaggio perfetto cosparso di mare con il mare accanto,dietro, avanti. Ovunque. Con il mare mio eterno compagno, compagno dell’uomo.
Mi piace ricordare del viaggio perfetto la selvaggia eccitazione sparata da queste quattro parole seminate ovunque sulla sua strada: We are Stockholm, We are Respekt.
Mi piace sigillare questo mio ricordo, da qui, dalla mia poliedrica e imperitura Roma, con quattro parole, quattro sole: We are Italy. We are Respekt. Anche noi. Della diversità. Delle idee, ideali, dei credo, delle tradizioni. Delle paure, delle tragedie e delle ricostruzioni. Della vita, nostra, degli altri. Di tutti e di ciascuno. Della gioia. Del dolore. Noi siamo l’Italia, noi siamo Rispetto. Oggi più che mai.
Alessandra


The perfect trip is made of the perfect balance between Nature and the human artwork, that precise combination that creates a harmony most insidious of the sirens and of their song, a harmony that uses everything at his disposal – sights, smells, tastes, music, colors, songs, dances – to sever the cord that keeps us hooked to the newspaper and its slow flow and remind us that everything is
perfection. And there is. Something there. And it is magic.

Traveling on a train from Oslo to Stockholm, my summer is gone out of me, it wrapped me taking the place of the veil of Maya and I went on all the senses. Instinct and reason. After calmly it flowed on. But it is not dissolved into thin air.
I like to remember the perfect trip strewn beach with the sea side, back, forward. Everywhere. With the sea my eternal companion, man’s companion. I like to remember the perfect trip wild excitement fired from these four seeded words anywhere on its way: We are Stockholm, We are Respect. I like to seal this my memory, from here, from my multifaceted and eternal Rome, with four words, only four: We are Italy. We are Respect. We too. Diversity. Of ideas, ideals, beliefs, traditions. Fears, tragedies and reconstructions. Of life, our own, of others. Of one and all. Of joy. Pain. We are Italy, we are compared. Today more than ever.

Alessandra
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