Fashion victim? Anche no

This post is also available in: English (Inglese)

Quanto piace alla gente mettere etichette: i giornali non fanno altro che parlare di “fashion victim” ovvero di uomini o donne che sono”vittime” della moda. Oggi vi dico perché non dobbiamo accettare di essere considerati dei soggetti passivi.

Quando ho scelto di fare le T shirt e felpe della (S) Fashion Collection (che potete ancora trovare cliccando qui) ho pensato immediatamente alla parola (S) Fashion Victim.

Avevo in mente una cosa nello specifico: una scena del film I Love Shopping: il momento della corsa ai saldi. Dove addirittura la protagonista e un gruppo di donne scalpitanti fanno a gomitate per accaparrarsi il capo migliore da vere fashion victim, o meglio vittime della moda.

Il libro e il film sono stati indubbiamente una trovata geniale perché rispecchiano il sentimento, di alcune di noi, di piacere nell’acquistare qualcosa che ci piace ma questo non vuol dire che siamo delle pecore che non pensano a quello che fanno.

Il termine fashion victim viene spesso usato, impropriamente,  dalle riviste di moda per definire le appassionate di moda: “la borsa più ricercata dalle fashion victim“, “tutte le fashion victim hanno già comprato le scarpe must have del momento”.

E anche nell’immaginario collettivo, la donna che si veste alla moda e con cura è considerata un po’ frivola.

Volete un esempio tutto da ridere? Qualche anno fa decido di passare da una multinazionale americana a un’azienda italiana. Mi presento al colloquio in tailleur pantalone e come dettaglio ho scelto una cintura sottile di Gucci con la fibbia con il logo.

Vengo assunta e dopo qualche tempo un mio collega mi dice: “eh però bisogna che ti vesti meno appariscente,  al colloquio ti sei presentata con il cinturone! E poi hai i tacchi troppo alti, gli altri pensano che tu abbia poco cervello”

La mia risposta è stata: “Santo uomo, dopo 10 anni di carriera in ascesa se sono qui in una posizione piuttosto alta, vorrà dire che qualche neurone in testa ce l’ho”

Tralascio il pensiero che ha chiaramente attraversato la sua zucca vuota e che lo ha subito abbandonato quando l’ho fulminato con lo sguardo.

Un’etichetta, ecco di cosa stiamo parlando. Un cliché. La  brutta abitudine di chi ha un pensiero poco strutturato.

Se mi piace la moda non vuol dire che ne sono vittima e che non ho cervello. Vuol dire semplicemente che oltre al lavoro e alla famiglia mi piace anche la moda.

Ecco perché, in modo ironico, noi siamo tutte (s) fashion victim non credete?

Bag by Les Jeunes Etoiles

Jewels by Athena Gioielli

fashion victim 

fashion victim

Tips of the day

Francesca Romana Capizzi
Francesca Romana Capizzi

fashion blogger di roma, amo condividere la mia passione per la moda e soprattutto definirmi l'unica, vera, originale (s) fashion blogger

21 Comments
  1. Parole sante Frà!
    Personalmene ritengo le etichette il sistema degli stupidi per sentirsi sicuri: se una è fashion victin sai già che è frivola e superficiale e così stai traqullo, e lo stesso vale per la donna in carriera, la sportiva, l’intellettuale, la mamma, ecc. Come se poi, nella maggior parte dei casi, le donne nornali non fossero tutto questo insieme e molto di più!
    E il tuo collega si è dimostrato anche abbastanza misogino e maleducato, da prendere a calci proprio!
    Tu comunque sempre fighissima e super stilosa, e con bel cervello fino aggiungerei! 🙂
    Baci!
    S
    https://s-fashion-avenue.blogspot.com

  2. sono d’accordo….Purtroppo molta gente crede che amare la moda significa essere meno intelligente…ma per amare ogni cosa, bisogna avere passione e forza. Per me vestirsi bene e un talento…mostrare la moda con gioia siginifica essere creativo….e le persone creative sono spesso le piu intelligente.

    Sei perfetta in questo look. Mi piace la gonna! Una principessa moderna.

Lascia un messaggio nel nostro Fashion Blog

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.