Ecco perché scrivo!

Spesso le persone mi chiedono perché scrivo. Scrivo perché ho una voce dentro che mi parla, continuamente, una voce mai irosa né irata, ma ferma e costante…..

Quando mi chiedono perché scrivo la risposta che affiora immediata sulle mie labbra è “Perché ho le voci nella testa! E le immagini, i personaggi, le storie intere. Perché c’è tutto un mondo dentro che parla, borbotta, vive, un’altra dimensione insomma. E se non la libero con la penna e la lascio fluire fuori lei non la smette di rintronarmi”. Le labbra però il più delle volte le serro su questa risposta e lei ci si schianta contro. Le serro perché, accidenti, questa è l’antica definizione della follia. Da manuale. E allora prendo fiato e tempo, assumo un contegno e rifletto, penso, o forse più onestamente nel pensier mi fingo,  mi dò un tono insomma.  Nel contegnoso silenzio avvio un operoso labor limae, smusso, pulisco, lucido, addolcisco, imbelletto, ma la risposta, lei, rimane sempre la stessa, più brillante, magari, più levigata, ma è sempre lei.

Scrivo perché ho una voce dentro che mi parla, continuamente. Una voce che mi mette in guardia dall’immediata apparenza delle cose e delle persone, che mi esorta a guardare oltre, ad oltrepassare l’immediato ed il visibile, una voce che mi spinge, a calci nel sedere se necessario, a tuffarmi dentro un pozzo se nel suo fondo intravedo una luna o a spiccare il volo verso il sole pur se le mie ali sono di cera e la caduta è certa, a muso in giù.

Scrivo perché ho una voce dentro che, in qualsiasi circostanza o al cospetto di chiunque io mi trovi, mi narra una verità diversa, una voce che mette una barriera tra me e la realtà manifesta ed etero-accettata e mi impedisce di adeguarmi acriticamente a lei. Una voce che nel brutto mi indica il bello, nel male dà fiato al bene, nell’apparenza libera la sostanza.

Scrivo perché ho una voce dentro che mi parla continuamente di un soffio divino racchiuso in ciascuno e ciascuna dimensione e me lo racconta con storie, personaggi, immagini.

C’è chi questa voce la chiama Coscienza, chi Speranza, chi Fiducia. Chi Illusione, Utopia. C’è chi la identifica con Dio. Io, che ce l’ho dentro, la chiamo Amore. Universale.

E all’Amore Universale io non posso che dare voce. E scrittura.

Alessandra

 

“Ti auguro che il cuore e l’intelligenza, insieme, ti indichino sempre il giusto percorso da intraprendere”.

(Rosaria Montore)

 

When people ask me why I write the answer that emerges immediately on my lips is, “Because I have voices in my head! And the images, the characters, the whole stories. Because there’s a whole world inside talking, mumbling, lives, in short, another dimension. 

I write because I have an inner voice that speaks to me, constantly. A voice that warns the immediate appearance of things and people, that urges me to look beyond, to go beyond the immediate and visible, a voice that drives me, kick my ass if necessary, to dive into a Well if I see a moon in its bottom or fly into the sun even if my wings were made of wax, and the fall is certain, nose-down.
That’s why I write

Alessandra

 

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