Regalare a chi si compra tutto da sola: la carta del beauty
C’è una categoria di persone che rende i regali difficili: le donne che, quando vogliono una cosa, se la comprano. Non aspettano dicembre, non lasciano cadere allusioni, e alla domanda diretta rispondono che davvero non hanno bisogno di niente. Il che, quasi sempre, è vero.
Perché un regalo che finisce funziona meglio
Un oggetto entra in casa e ci resta, e questo è il suo limite: se non piace occupa spazio per anni, e nessuno ha il coraggio di spostarlo finché chi lo ha regalato viene a cena. Un prodotto di bellezza invece si consuma, e questo cambia completamente il peso della scelta. Se la crema non convince, finisce comunque nel giro di qualche settimana, e nessuno se ne fa una colpa. Il rischio è basso perché è a termine.
È anche il motivo per cui il beauty funziona bene quando conosci poco la persona a cui regali. Una taglia non la devi indovinare, del suo salotto non devi ricordare niente, e il rischio di duplicare una cosa che possiede già in tre esemplari sparisce.
Quello che si compra da sola, e quello che non si compra mai
Chi ha una routine consolidata ricompra sempre gli stessi tre o quattro prodotti, li conosce da anni e su quelli non vuole essere sorpresa.
Le idee regalo donna che funzionano, e questo vale anche per chi ha una routine molto strutturata, stanno quasi tutte nell’altra metà del ripiano: il balsamo per le labbra decente al posto di quello comprato alla cassa del supermercato, l’olio per il corpo che non entra mai nel carrello perché sembra un lusso, la crema mani da lasciare nel cassetto dell’ufficio, il prodotto per capelli che si rimanda da due anni. Sono prodotti che non mancano a nessuno, ma che si rimandano, e su quella differenza si gioca la riuscita di un regalo.
Il criterio è quasi meccanico: se gliel’hai vista comprare, lascia perdere. Quando invece è una cosa che commenta sempre con un “prima o poi”, è lì che bisogna puntare, perché il “prima o poi” indica una voglia reale accompagnata da un piccolo senso di colpa, ed è precisamente il senso di colpa che un regalo toglie di mezzo.
Scegliere senza conoscere la sua routine
Se della sua pelle sai poco, conviene restare sulle zone tolleranti: mani, labbra, corpo, capelli. Il viso è la parte che reagisce di più, perché è più sottile, più esposta e perché è lì che si concentrano gli attivi più aggressivi. Su una pelle sensibile un prodotto sbagliato non è solo inutile, è fastidioso per giorni. Contano anche i gesti, avverte Humanitas Medical Care, che sulle pelli secche e sensibili sconsiglia di strofinare il viso con asciugamani o salviette.
L’etichetta, poi, dice più di quanto sembri. L’Istituto Superiore di Sanità la definisce la prima fonte di informazione per un uso consapevole, con le indicazioni sulle modalità d’uso e sugli eventuali pericoli. Due minuti sul retro della confezione valgono più di mezz’ora di recensioni.
Chiedere prima, senza rovinare la sorpresa
Non serve chiedere cosa vuole, perché a quella domanda risponderà di nuovo che non le serve niente. Serve chiedere che cosa le sta finendo in questo momento. È una domanda che nessuno collega a un regalo, che a novembre si infila in qualsiasi conversazione, e alla quale nessuno risponde con una bugia.


